UX/UI Design, Copywriting e User Journey: come aumentare le vendite di un e-commerce

4 Aprile 2019   Guide   11 min. di lettura

Il copywriting

Avere un e-commerce dall’aspetto grafico accattivante e con una buona struttura è inutile se i testi non riescono a convincere nessuno a comprare e non agevolano in alcun modo l’esperienza dell’utente.

Il buon copywriting...

Un buon copywriting è ciò che porta l'utente sul sito, lo fa innamorare del prodotto e lo spinge a fare il prossimo passaggio, con alcuni dettagli che fanno la differenza.

La grammatica

Cominciamo dalle basi: un e-commerce che presenta errori di ortografia e verbi coniugati male non riuscirà mai a comunicare la stessa serietà di un e-commerce professionale che presenta testi scritti in un italiano impeccabile.

Basta fare una breve ricerca su Google per trovare centinaia di articoli sugli errori di ortografia più frequenti in un sito, ed evitarli è altrettanto semplice. Lascia che ti dia qualche suggerimento:

  • Una volta scritta la prima bozza, abbandonala per qualche minuto, magari passa ad altro che non sia la scrittura, ma lascia “riposare” il testo: ti sarà utile per rileggerlo a mente più fredda;
  • Controlla la concordanza dei tempi verbali: specialmente quando si scrive in momenti diversi, si tende a mancare di coerenza nella scelta dei tempi verbali, causando un senso di disorientamento nel lettore, che magari legge un paragrafo scritto al passato e uno al presente. A volte manca la concordanza addirittura all’interno di uno stesso periodo;
  • Il vocabolario dei sinonimi e contrari è il tuo migliore amico, perché ti farà evitare ripetizioni inutili e ti aiuterà anche in termini di posizionamento SEO: non ci sono più gli algoritmi di una volta, oggi l’intelligenza artificiale di Google è in grado di rilevare l’area semantica di un testo e indicizzare una particolare keyword anche se si utilizzano sinonimi. Se poi ti accorgi che hai bisogno più volte di cercare un sinonimo, vuol dire che il testo che stai scrivendo è troppo lungo o troppo noioso;
  • Fai tanto proofreading, controlla la punteggiatura e fatti aiutare nella revisione della sintassi, è importante non lasciare nulla al caso per dare uno stile uniforme al testo.

Descrizioni dei prodotti

La descrizione del prodotto ha una duplice funzione: aiuta i motori di ricerca a indicizzare la pagina e aiuta l’utente a capire cos’è e cosa fa il prodotto in questione. La descrizione, in pratica, spiega all’utente se un determinato prodotto è in grado di soddisfare un suo bisogno o meno.

Tenendo questo a mente, iniziamo già a capire qual è il modo migliore di gestire questa parte di copy: innanzitutto, niente descrizioni fotocopia, ma una descrizione diversa per ogni prodotto, onde evitare di creare contenuti duplicati che, lo sappiamo, a Google non piacciono. Altra caratteristica, devono essere ottimizzati per le parole-chiave che intercettano il search intent degli utenti nel miglior modo possibile.

Attenzione: questo non significa mentire a un potenziale cliente descrivendo un prodotto per ciò che non è, perché finiresti solo per ottenere un reso da gestire: il consumatore deve essere prima informato, poi convinto. Perciò, non omettere dettagli importanti, pena la perdita di fiducia da parte del cliente.

Il consumatore non è un idiota. È vostra moglie. È un insulto alla sua intelligenza pensare che basti uno slogan cretino e qualche aggettivo consunto per convincerla a comprare qualsiasi cosa.

David Ogilvy

Parla dei benefici

Al di là della descrizione del prodotto, tutto il copy della pagina di vendita deve essere orientato in una sola direzione: parlare dei benefici di un prodotto, piuttosto che delle sue incredibili doti tecniche. Per esempio, se stai pubblicizzando un materasso, è inutile spiegare l’alta tecnologia del memory foam, mentre invece vale la pena descrivere i benefici che tale materasso può apportare alla postura e alla prevenzione di mal di schiena.

In generale, incentrare il copy su quanto di buono possa fare il prodotto, è sempre la chiave per arrivare al cuore del consumatore, e per farlo può avere senso dare nuovi nomi alle cose, più descrittivi e in un linguaggio più vicino a quello del target.

Un esempio di questa teoria arriva spesso dal mondo delle automobili: c’è stato un tempo in cui una nuova tecnologia chiamata ESP veniva introdotta nella dotazione di serie dei veicoli e ampiamente pubblicizzata, ma senza che ciò influisse sulla scelta finale. Poi qualcuno ebbe l’intuizione di chiamare tale sistema semplicemente col suo nome italiano: controllo di sbandata. Le persone cominciarono in un attimo ad acquistare le auto che ne erano dotate perché percepite più sicure.

Questo è il potere di un copy che parla dei benefici: convincere l’utente che sì, è proprio quello il prodotto che sta cercando.

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