Mindset, SEO e suggerimenti utili: chiacchierata con Davide “Tagliaerbe” Pozzi

6 Dicembre 2018   Produttività   5 min. di lettura

SEO e mindset: qualche domanda a Davide “Tagliaerbe” Pozzi

Partiamo dagli albori: come mai hai deciso di creare un blog in primo luogo?

Perché amo provare e esperimentare: se lavori su Internet DEVI essere curioso e trovare il tempo per testare TUTTE le novità. Quando vidi i primi blog italiani (era il 2002) decisi pertanto di aprirne uno.

Se però devo dare un consiglio di carattere più pratico, dico che oggi è bene aprire un blog SOLO se si ha un progetto economico ben chiaro in mente… altrimenti rimane un hobby, che molto probabilmente finirà per stufarti e si aggiungerà al tipico elenco di “cose fatte e abbandonate dopo un po’”.

Quali sono gli strumenti SEO che utilizzi o hai utilizzato maggiormente in passato?

In questo ambito sono abbastanza controcorrente, e pertanto ti suggerisco di NON fare come me.

Perché? Perché tendo a NON utilizzare tool. Vado molto “a istinto”, “a braccio”. Guardo molto le SERP. Anzi, ancor prima cerco di mettermi nei panni dell’utente per capire che risposta vuole ottenere quando cerca quella determinata cosa. E poi cerco di dargli quella risposta…

Non voglio farti la solita domanda sul Google Medic Update, ma ti chiederei qualcosa di leggermente differente: come preverresti una catastrofe simile in futuro? Ad esempio, su cosa consiglieresti di puntare immediatamente per arginare i danni, soprattutto se la propria realtà dipende prevalentemente da Google?

Partiamo subito col dire che Google NON è infallibile, e infatti tanti seri e validi professionisti in ambito salute/benessere (e non solo) sono stati colpiti dal Medic Update. E molto probabilmente capiterà anche in futuro che i prossimi “quality” e “core” update di Google colpiranno ottimi siti, senza un apparente motivo: considera che ormai i ritocchini algoritmici di Google sono quotidiani, e anche se quelli importanti sono rari le “scosse di assestamento” sono all’ordine del giorno.

Quello che possiamo fare per prevenire, è da un lato rendere il nostro sito perfetto per Google, dall’altro lato perfetto per il nostro utente di riferimento.

Perfetto per Google significa sicuro (se non l’hai già fatto, passa ad HTTPS), veloce, mobile-friendly (se non l’hai già fatto, installa un tema responsive), con una buona struttura (di percorsi di navigazione e link interni), magari implementando anche i dati strutturati.

Perfetto per gli utenti significa dar loro le risposte migliori possibili alle domande che pongono, senza costringerli ad uno slalom fra banner e contenuti ridondanti e nonsense (scritti solo per fregare i motori di ricerca).

N. d. A.: puoi trovare maggiori informazioni sui dati strutturati citati da Davide a questo indirizzo.

Posso chiederti cosa ne pensi dell’attuale scena SEO italiana e dei professionisti che vi gravitano attorno? Secondo te, come si evolverà la situazione sul web da qui a 5, 10 anni?

La situazione della scena italiana del “guadagnare online” è pessima, sempre più piena di millantatori e venditori di “snake oil”. La SEO, almeno in parte, si salva perché è una disciplina più “tecnica”, nella quale è più difficile fare carte false. Ciò nonostante sono praticamente uscito dalla “scena pubblica” italiana, un po’ perché non amo l’ambiente di fazioni e parrocchiette che si è creato negli ultimi anni, un po’ perché sono di indole solitaria.

Riguardo al futuro, non so francamente quali saranno gli scenari fra 5 o 10 anni ma a tutti i professionisti del settore consiglio di abbracciare una visione un po’ più “olistica” ed orientata alle performance, perché i clienti vogliono (e vorranno sempre più) fare fatturato, e NON essere al primo posto su Google.

Qual è il tuo mindset attuale sul lavoro? Come si è evoluto nel tempo? Hai assunto delle abitudini particolari che ti hanno reso produttivo?

Sul mindset ci lavoro ancora, tutti i santi giorni. La cosa più importante/difficile è quella di imparare a restare focalizzati e costanti. Tagliare tutti i “time waster” e “money waster” (ovvero cose che fanno perdere tempo e denaro), e concentrarsi sui propri progetti e obiettivi.

So che suona male, ma bisogna imparare a diventare “ossessionati”.

N. d. A.: un libro che personalmente ha aiutato molto me a essere ordinato e ottimizzare il mio tempo è, tra i tanti, Getting Things Done di David Allen. Prova a dargli un’occhiata.

Che cosa consiglieresti ai nuovi, giovani professionisti che vogliono fiondarsi in una carriera online, specialmente nei settori che ti competono di più?

Come dicevo appena sopra, consiglio di tagliare tutti gli hobby inutili, le distrazioni che fan solo perdere tempo (e soldi), e di dedicarsi anima e corpo, con enorme COSTANZA a leggere, studiare e fare test.

Potendo scegliere, consiglio di evitare i clienti e suggerisco invece di dedicarsi a progetti propri: per esempio, creare un proprio prodotto/servizio e provare a venderlo online. Oppure lavorare con le affiliazioni.

Le opportunità sono enormi, ma enorme è anche la concorrenza e se non si è costanti, ossessionati e anche un po’ “geniali” è molto difficile svoltare.

Ricordati che la stragrande maggioranza di coloro che fingono di fare la bella vita grazie ai soldi guadagnati su Internet, sono solo bugiardi. Chi fa davvero tanti soldi lavora come un mulo, magari dietro le quinte, e non mostra quotidianamente foto di auto di lusso e piscine su Facebook. 😉

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