Velocizzare un sito WordPress lento, una guida “diversa”

25 Marzo 2022

Trasferimento su un altro hosting

Quando tutte le altre strade sono state provate e siamo sicuri di aver fatto tutto il possibile per ottimizzare i tempi di risposta del nostro sito, allora rimane l’ultima strada che prevede il fare un upgrade del nostro servizio hosting. Il servizio che stiamo usando, infatti, potrebbe semplicemente non disporre di abbastanza risorse per rendere il nostro sito tanto veloce quanto ci servirebbe.

Tipologie di hosting

Esistono tre tipi di hosting su cui potremmo voler ospitare il nostro sito:

  • Hosting condiviso: la scelta senz’altro più comune ed economica, seguita spesso (magari anche involontariamente) da chi si affaccia per la prima volta al mondo di WordPress. Per “condiviso” si intende che stiamo dividendo le risorse con altri siti ospitati sulla stessa macchina, motivo per cui questa sarà sempre la soluzione meno performante.
  • Hosting semidedicato: la via di mezzo. Si tratta di un hosting in cui il nostro spazio condivide sì le risorse, ma soltanto con un numero limitato di altre organizzazioni. É quindi, generalmente, la scelta di riferimento per chi deve fare un upgrade da un server condiviso.
  • Hosting dedicato: la soluzione migliore tra tutte, in cui l’intera macchina viene attribuita esclusivamente alla nostra organizzazione e non condivide le risorse.

Va da se che, dovesse configurarsi l’esigenza per un upgrade di hosting, una buona idea sarebbe quella di provare prima la soluzione al gradino di sopra, quando possibile (es. da condiviso a semidedicato).

C’é però una cosa importante da tenere a mente: mentre praticamente tutti i servizi di hosting offrono assistenza e processi semplificati sulle loro soluzioni condivise, nel caso di semidedicati e dedicati é richiesto un minimo di esperienza in System Administration per poter configurare il tutto.

Questo perché tali soluzioni sono pensate per utenti un po’ più esperti e per un’ottimizzazione certosina delle risorse, quindi é come se “partissero senza niente” e dovessimo installarci tutti gli strumenti tecnici per conto nostro.

Le soluzioni “managed”

Fortunatamente, vengono in nostro soccorso le soluzioni cosiddette managed, che ci danno la possibilità di pagare qualcosina in più per avere un team che ci assista nelle operazioni tecniche anche su semidedicati e dedicati. Un buon servizio managed, a mio avviso, dovrebbe occuparsi di:

  • Assistere il cliente in piccole richieste occasionali di ottimizzazione;
  • Affiancare il cliente in caso di problemi gravi (es. macchina che va down), ripristinando il servizio;
  • Aiutare il cliente nella configurazione degli strumenti tecnici principali (ad esempio, partendo da un server vuoto, bisognerà installare cose come Apache/Nginx + MySQL per poter mettere online un sito in WordPress – operazioni semplici per un System Administrator esperto, ma per niente intuitive per l’utente comune).

Quindi tienilo bene a mente: se stai facendo un upgrade di hosting da un servizio condiviso, e non sei un utente esperto, dovrai acquistare una soluzione in cui ti viene affidato qualcuno che ti aiuti!

L’hosting ufficiale di WordPress e quelli che uso io

Colgo l’occasione per indicare che lo stesso WordPress, tramite il suo portale WordPress.com, offre un servizio di hosting per i propri prodotti con diversi livelli di pricing. In questo caso si tratta di una via di mezzo tra il condiviso e il semidedicato, ma con delle importanti restrizioni, prima tra tutte il fatto che può essere utilizzato, appunto, soltanto per siti in WordPress. Generalmente gli utenti esperti tendono ad evitare questo tipo di servizio, in quanto molto costoso e limitato.

Per l’interesse dei lettori, per i miei progetti su hosting condiviso o semidedicato generalmente mi affido a Krystal, che é un ottimo servizio indipendente con base a Londra e con un’assistenza fenomenale di cui mi sento assolutamente di garantire la qualità (se vi va di provarlo, usando il codice “WIREDMARK” al carrello riceverete £10 di sconto sul vostro ordine; riceverò anche io £10 come “premio” per aver portato clienti al loro business).

Altri servizi che uso e con cui mi sono trovato molto bene, ma sono sicuramente più orientati a utenti esperti, sono DigitalOcean (semidedicato) e Hetzner con la sua soluzione AX-Line (dedicato). Se vuoi ricevere un preventivo per assisterti ad adottare queste soluzioni, puoi contattarmi da questa pagina.

Trasferire il nostro sito su un altro provider, spiegato nel dettaglio

In ultimo, se noi oggi abbiamo un hosting (es. partiamo da Aruba) e vogliamo cambiare servizio (es. vogliamo andare su GoDaddy) per migliorare le prestazioni, sarà necessario un trasferimento del sito.

Il trasferimento di un sito WordPress può risultare un’operazione particolarmente dura per chi è alle prime armi. Fortunatamente, ci sono alcuni hosting che si occupano di tutto per noi, e sono più indicati per gli utenti meno esperti.

Qualora questa scelta non sia possibile, qui di seguito cercherò di spiegarti nel dettaglio tutti gli step (di una delle tante modalità) per fare autonomamente il trasferimento di un sito WordPress e del suo dominio, così che tu possa essere finalmente libero di spostarti su un servizio più performante.

Ma prima un disclaimer: questa è una mini-guida molto generica che si applica in buona parte dei casi, ma non in tutti. Ogni servizio è diverso e realizzare una guida universale è impossibile. Non mi assumo alcuna responsabilità per eventuali problemi/danni che possono nascere nel seguire questi step. Se sei un utente inesperto, ti raccomando fortemente di rivolgerti a un professionista per queste delicate operazioni.

Se la cosa non ti interessa, scorri in fondo all’articolo per andare alla pagina successiva.

Legenda:

  • Provider”: aziende come Aruba, Netsons, GoDaddy, Siteground, 1&1 ecc. che offrono servizi legati al mondo dei domini e degli hosting.
  • Vecchio provider”: il servizio che stai lasciando.
  • Nuovo provider”: il servizio su cui vuoi spostare il tuo dominio e il tuo sito.
  • Hosting”: spazio web su cui sono conservati i file e il database del sito.
  • Dominio”: il “nome” del tuo sito che digiti per visitarlo, ad esempio www.marcellosilvestri.it

Ecco gli step:

  1. Entra come admin nel sito che vuoi trasferire.
  2. Scarica il plugin All In One WP Migration e installalo.
  3. Entra nel menu del plugin appena installato e vai su Export. Nel menu a tendina seleziona Export To, quindi seleziona File.
  4. Sarà esportato un file che è un backup del tuo intero sito: sia i file che il database che lo compongono si trovano lì dentro. Salva questo file con cura, ci servirà dopo.
  5. Recati presso il sito del nuovo provider che vuoi utilizzare. Purtroppo la procedura cambia di servizio in servizio, quindi su questa parte dovrai essere indipendente. Ma quello che dovrai acquistare qui sono due servizi.
    • Il trasferimento del tuo dominio;
    • Un hosting.
  6. Nel trasferire il tuo dominio ti sarà chiesto un codice di trasferimento, a volte chiamato anche “EPP Code” o “Auth Code”. Questo va richiesto generalmente al vecchio provider, o comunque dove hai inizialmente registrato il dominio. Alcuni provider ti permettono di richiederlo autonomamente con il click di un pulsante, altri prevedono che tu debba aprire un ticket o fornire dei documenti.
  7. Una volta che il trasferimento del dominio da parte del nuovo provider sarà iniziato, ci vorrà qualche giorno prima che sia completo. Quello che succederà al termine del trasferimento è che il tuo dominio, anziché mostrare ciò che avevi sullo spazio web del vecchio provider (il tuo sito), mostrerà ciò che hai sullo spazio web del nuovo provider ossia, al momento, niente. Per ovviare a questo problema, esiste un metodo che possiamo usare per lavorare sul nostro nuovo hosting anche prima che il trasferimento di dominio sia stato completato, così che quando arriverà il momento, il tuo sito continuerà ad essere visibile senza problemi.
  8. Accedi alla pagina del tuo account sul sito del tuo nuovo provider. Da qualche parte dovresti trovare l’indirizzo IP del nuovo hosting che hai appena acquistato (ossia l’indirizzo numerico della nuova macchina su cui andrai a spostare il tuo sito). Se non riesci a trovarlo, contatta il supporto e fattelo fornire da loro.
  9. Apri con il Blocco Note o programma di testo simile il file degli hosts. Questo file si trova in Windows su C:\Windows\system32\drivers\etc e su Mac nella cartella /etc/hosts.
  10. Vai in fondo a tutto al file e aggiungi le seguenti due righe. Sostituisci a “esempio.it” il nome del tuo dominio, e a “123.123.123.123” l’indirizzo IP del tuo server. Salva quando hai fatto e non cancellare il resto del contenuto del file.
    • 123.123.123.123 www.esempio.it
    • 123.123.123.123 esempio.it
  11. Ora che abbiamo modificato il file degli hosts, anche se il dominio non è ancora stato trasferito, potremo visualizzare il nuovo hosting vuoto. Visitando l’URL del nostro sito, infatti, dovremmo vedere una pagina di default del nostro hosting o una pagina vuota. Non allarmarti! Finché il trasferimento non sarà completato lo vedrai soltanto tu così.
  12. Ora che stai visualizzando il nuovo spazio web, accedi nuovamente al sito del tuo nuovo provider. Da qui dovrai recarti sul tuo Pannello di Controllo, ossia quell’area che ti permette di installare WordPress in maniera semplice e automatica. I più famosi pannelli di controllo sono cPanel o WHM.
  13. Installa un WordPress pulito sul tuo hosting, seguendo la procedura automatica prevista dal pannello di controllo. Visitando l’URL del tuo sito adesso dovresti vedere una installazione fresca di WordPress.
  14. Accedi come admin sul “nuovo” sito e riscarica anche qui All In One WP Migration e installalo.
  15. Questa volta vai sul menu Import e importa il file che hai salvato allo step 4. Ci potrebbe volere un po’ di tempo, quindi attendo pazientemente.
  16. Finita la procedura, il tuo sito sarà stato trasferito con successo. L’unica cosa che dovrai fare, ma te lo ricorderà stesso il plugin alla fine, è andare in Impostazioni -> Permalink di WordPress e cliccare su salva (non occorre modificare alcuna opzione).
  17. Adesso, quando il trasferimento sarà completato, tutti i visitatori, te compreso, al tuo URL vedranno il sito che si trova sul nuovo hosting, non su quello vecchio.
  18. Complimenti, hai finito! 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.